La Vegetariana è stato uno dei titoli più chiacchierati degli ultimi periodi infatti, scorrendo il feed di Instagram o di Youtube, mi ritrovavo spesso sotto gli occhi la copertina di questo volume. Di volta in volta, la mia curiosità non faceva altro che aumentare quindi, per soddisfarla, ho recuperato e letto questo libro.

La vegetariana è un romanzo della scrittrice sud coreana Han Kang, la quale, nel 2016, vince con esso il Man Booker International Prize.

Yeong-hye è una donna sposata che vive la sua tranquilla routine. Non ha nessun vizio, nessun dettaglio particolare: è una persona comune. Un giorno, però, a seguito di un sogno, si rifiuta non solo di mangiare carne ma anche di averla in casa, di cucinarla e di servirla. Questo sarà solo il primo passo verso una discesa vorticosa e inarrestabile.

Il volume è diviso in tre atti e la narrazione di questi viene affidati a tre diversi componenti della famiglia di Yeong-hye. Una delle peculiarità di questo romanzo, infatti, risiede nel fatto che il lettore non verrà mai veramente a contatto con la protagonista ma la conoscerà attraverso gli occhi del marito, del cognato e della sorella. A mio parere è proprio questo particolar modo di raccontare la storia che la rende inaccessibile. Di fatti è impossibile immedesimarsi in qualche personaggio o avere delle preferenze verso qualcuno. Il silenzio e la crudeltà che trapelano ad ogni pagina non possono passa inosservati, ci son stati momenti in cui ho dovuto chiudere il libro e aspettare che la sofferenza e l’ansia passassero.

È un libro che non mi aspettavo e non immaginavo. La storia, di per sé molto semplice e lineare, riesce a sconvolgere grazie alle forti sensazioni che evoca. La violenza in ogni sua forma investe il lettore, lo tiene stretto fra le sue fauci e lo trascina negli abissi più scuri dell’essere umano.
La vegetariana è violenza, sensualità e tristezza che confluiscono, attraverso una prosa semplice ed essenziale, in una strana bellezza che rendono, secondo me, il libro un piccolo capolavoro che merita di essere letto.

 

Quello che mi fa male è il petto. Qualcosa si è bloccato all’altezza del plesso solare. Non so che cosa può essere. Adesso è perennemente conficcato lì. Lo sento sempre, anche se ho smesso di portare il reggiseno. E per quanto faccia respiri profondi, non vuole andarsene.

t.

 

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