Dopo aver terminato di leggere l’ultima pagina di Tenera è la notte, il senso di vuoto da fine libro mi ha assalita. Ho iniziato la lettura di questo romanzo senza saper nulla, o quasi, sulla trama e senza saper cosa aspettarmi. Di Fitzgerald avevo già letto Il Grande Gatsby che ho adorato, quindi, nutrivo molte aspettative verso questa nuova lettura e queste non sono state deluse.

La storia è divisa in due parti. La prima è focalizzata su Rosemary, una giovane star hollywoodiana in vacanza con la madre in Costa Azzurra. Qui farà la conoscenza di Dick Diver, sua moglie Nicole e il gruppo di amici che li circonda. I Diver sono una coppia splendida e tutti gli occhi sembrano essere puntati su di loro. Tutta la magia e la luce che questa coppia riesce a trasmettere, però, vengono offuscati da avvenimenti particolari che rimangono, in questa prima parte del romanzo, poco spiegati e questo può lasciare un po’ interdetti. Molte cose vengono date per scontate, come se il lettore fosse già a conoscenza delle dinamiche che si svolgono all’interno del gruppo. Questo potrebbe portare ad un precoce abbandono del libro: non si sa che cosa sia successo, che cosa stia accadendo e soprattutto chi siano i veri e reali protagonisti della vicenda. La narrazione, quindi può risultare un po’ confusa, quasi come se fosse avvolta dalla nebbia: si vedono le sagome ma non si capisce bene chi si ha davanti o dove si stia andando.
Nella secondo parte il racconto, invece, diviene più lineare. Fitzgerald rimette a posto ogni pezzo del puzzle e il lettore capisce realmente cosa sta accadendo, tutte le domande che inevitabilmente si pongono durante la lettura troveranno risposta, ogni comportamento avrà la sua logica. I Diver dietro la loro splendida facciata di coppia felice, nascondono una vita ben diversa. Nicole è, in seguito ad un trauma infantile, malata di schizofrenia. Dick è uno psichiatra e la conosce, inizialmente, per puro interesse medico. Questo interessamento però, si trasformerà ben presto in un sentimento che condurrà i due ad unirsi in matrimonio. Purtroppo la malattia di Nicole è così forte da prevaricare sull’amore, riuscendo a minare e distruggere non solo le basi del loro rapporto ma anche Dick stesso. È qui che l’autore sviluppa i temi a lui più cari come, ad esempio, il denaro, il fascino, la speranza, la felicità, l’amore.

Tenera è la notte è un libro che ha saputo affascinarmi nonostante la sua difficoltà di lettura. La storia che Fitzgerald racconta non è né facile né felice: è narrazione di disintegrazione, distruzione e malattia. Eppure tutto ciò che orbita attorno a questi temi sembra, a mio parere, risplendere di una luce romantica. Come i personaggi del romanzo anche io ho subìto il fascino della coppia perfetta. Dick e Nicole mi restituivano l’immagine di un amore prezioso, introvabile altrove, due protagonisti solo in apparenza forti. La debolezza del non sapersi lasciare, ha risvegliato la mia mente dal torpore del “vissero per sempre felici e contenti”.
Ho apprezzato, inoltre, la caratterizzazione dei personaggi perché l’autore è stato in grado di creare dei caratteri che solo apparentemente possono essere vicini a qualsivoglia tipo di lettore. Pur mostrando i loro reali sentimenti difficilmente il lettore è in grado di coglierli a pieno e di renderli propri: per questo motivo, secondo me, l’immedesimazione con i protagonisti non avverrà mai al completo.
La bellezza e il mistero di Tenera è la notte, secondo il mio punto di vista, risiedono nelle pagine che trasudano di malinconia e tristezza, le quali faticano a nascondersi nel clima fastoso e festoso che l’autore ci propone. È un romanzo che si fa leggere quando il sole è calato, quando la notte è vicina e ogni cosa appare nella sua tenerezza.

I segni della sofferenza sono confrontabili piuttosto con la perdita di un dito o della vista di un occhio. Possiamo non perderli neanche per un minuto all’anno, ma se li perdessimo non ci sarebbe niente da fare.

t.

 

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