Quando inizio un nuovo libro, ho il piccolo vizio di andare all’ultima pagina e leggere la riga finale. Questa volta ciò mi è costato un po’, quindi, mi raccomando se anche voi avete questo piccolo vezzo, con il libro Dieci piccoli indiani scritto da Agatha Christie edito Oscar Mondadori, resistete e non fatelo: pena un finale rovinato.

Nigger Island è una piccola isola che cela un grande mistero. Al di là del mare, sulla terra ferma, tutti ne parlano ma nessuno sa chi ci abita. Dieci persone, che apparentemente non hanno nulla in comune, vengono invitate sull’isola attraverso delle misteriose lettere. Un vinile, una sera, canterà il perché della loro presenza in quella casa e da quel momento il gioco avrà inizio.

Di solito i gialli non sono il mio forte. Leggere di omicidi ed uccisioni mi impressiona un po’ e per questo motivo tendo ad evitarli. Con Agatha Christie però è stata tutta un’altra storia. L’ansia, qui, è del tutto controllata. La narrazione è non solo avvincente, ma anche incredibilmente fluida e scorrevole. Le ore che ho passato a leggere questo romanzo son passate senza che io me ne accorgessi. Le parole e le frasi che l’autrice utilizza hanno il potere di incantare il lettore, di proiettarlo direttamente nella storia facendolo sentire vivo spettatore.
Dieci piccoli indiani segue il canone dell’enigma della camera chiusa: i delitti si consumano in un’area circoscritta e di conseguenza l’assassino, per quanto insospettabile, deve far parte del gruppo. Il genio e la bellezza di questo romanzo, a mio parere, sta proprio nel rispettare questo canone. Agatha Christie fornisce tutti pezzi, li disperde sul tavolo e lascia che il lettore metta in atto la sua creatività per risolvere il puzzle.
Effettivamente, a fine lettura, l’impressione è stata proprio quella di aver completato un quadro perfetto sotto l’occhio attento e vigile della scrittrice che, senza che ce ne accorgessimo, guida verso la risoluzione del caso.
Ho apprezzato molto la caratterizzazione dei dieci personaggi, sono tutti ben descritti e ben definiti. Non c’è vittima o carnefice, sono tutti sia l’uno che l’altro a seconda della prospettiva che si adotta per analizzarli e, a mio giudizio, questo rende il romanzo molto coinvolgente.
In conclusione mi sento di poter affermare che Dieci piccoli indiani è un gioiellino da libreria che, a quasi cento anni dalla sua prima pubblicazione, continua ad ammaliare i lettori di ogni epoca.

t.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...