Leggere per me è stato, da sempre, un atto che non mi ha comportato nessuna fatica. Il libro non l’ho mai vissuto o visto come un’imposizione, anzi, sono una di quelle persone che ha sempre bisogno di sapere di avere un altro libro da leggere non appena quello sul comodino, sia giunto al termine. Le pagine di un romanzo, di una graphic novel o di un saggio mi hanno tenuto sempre compagnia nei vari momenti della giornata. Per me rappresentano una via per evadere dal quotidiano e rifugiarmi altrove, un modo per vedere il mondo e capirlo attraverso altri punti di vista. Da lettrice ho trovato sempre il tempo, soprattutto il modo, per leggere almeno qualche pagina: non importa quanto io sia oberata di lavoro ma il mio momento di pausa lettura lo riesco a trovare.
Non è raro imbattersi in chi il tempo per leggere non lo trova, così come non è raro dover affrontare e provare a rispondere alla fatidica domanda “ma tu dove lo trovi tutto questo tempo per leggere?”. Quando un lettore e un non lettore si incontrano l’argomento “lettura” diviene un campo disseminato di punti interrogativi da entrambe le parti. A dare una risposta a questi quesiti ci pensa Daniel Pennac con il suo Come un Romanzo, edito Feltrinelli, un saggio in cui l’autore, spoglio di qualsivoglia pregiudizio o tono accademico, spiega ad entrambe le “categorie” il mondo della lettura. Difatti, Pennac con una scrittura divertente e fluida commenta i diversi punti di intendere la lettura: dallo studente al professore, dal figlio al genitore. Lo scrittore armato della sua penna, cercherà di sconfiggere il mostro della “lettura come imposizione”, spiegando come il verbo “leggere”, così come il verbo “amare”, non sopporta l’imperativo.

Quello che si apprende in questo divertente saggio sono i diversi modi che si possono avere per approcciarsi alla lettura. Affrontare un libro, una storia, non è cosa da poco: è un impegno che si prende con se stessi e sta solo a noi decidere se continuare a mantenere quell’impegno o abbandonarlo. La lettura è un piacere personale e come tale deve essere inteso e trattato: ognuno di noi ha un’esperienza soggettiva e questa non può essere messa a confronto con quella degli altri. Leggere, quindi, diventa una questione di amore, è come avere un piccolo orto da coltivare senza imposizioni o forzature di alcuna natura.

Come un romanzo mi ha dato l’opportunità di pensare al mio rapporto con la lettura e di come sia stata io stessa ad affinare questa passione che mi accompagna, ormai, da sempre. Pieno di spunti di riflessione, piacevole e spiritoso, lo trovo un libro adatto sia ad un lettore che ad un non lettore. Inoltre, a mio parere, I dieci comandamenti del lettore, che Pennac riporta a fine romanzo, dovrebbero essere letti e ricordati da tutti ogni volta che si decide di iniziare un nuovo libro.

Il vero piacere del romanzo è tutto nella scoperta di questa intimità paradossale: l’autore e io… La solitudine della scrittura che invoca la resurrezione del testo attraverso la mia voce muta e solitaria.

 

t.

 

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2 pensieri su “COME UN ROMANZO: LETTURA, ISTRUZIONI PER L’USO.

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